L'uccisione della libertà di parola, la censura dei libri in Cina.
Di Simone Cattivelli. Quando si pensa alla Cina, in mente si hanno due immagini di solito; la prima è quella della Cina odierna, industrializzata e in pieno sviluppo economico, la stessa che fino a pochi anni fa era comandata con un pugno di ferro dalle politiche nazionalistiche di Mao Tse-tung. La seconda è quella di cui preferisco parlare però, una Cina elegante e raffinata, ricca di parole rosee e di storie affascinanti. La Cina antica della letteratura, della calligrafia e della poesia. Oggi voglio raccontarvi di come uno dei miei libri preferiti sia stato censurato dalle autorità Cinesi, insieme a molti altri. Ma prima, ricapitoliamo come l’avvento del comunismo abbia dissacrato e ucciso la cultura Cinese classica. Era il 1° ottobre 1949, quando Mao proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese. A distanza di quasi 10 anni, lo stesso Mao lanciò il “ grande balzo in avanti ”, un piano economico e sociale che proponeva di mobilitare la vasta popolazione cinese per rifor...